Terremoto in Iran: centinaia di morti e intere città rase al suolo

di luca.pistolesi 16 aprile 2013

Una violentissima scossa di terremoto ha devastato oggi l’Iran, provocando centinaia di morti. La scossa è avvenuta alle 15.14 locali (le 12,14 italiane): i sismografi hanno misurato un’intesità tra i 7,5 e gli 7,8 gradi della scala Richter e una profondità tra i 50 e 95 Km.

Un terremoto spaventoso, se si considera che quello dell’Aquila è stato “soltanto” di 6,3 gradi (va ricordato che la scala Richter è logaritmica: un terremoto di magnitudo 7,0 è circa 30 volte più forte di uno di magnitudo 6,0).

foto sisma in iran - da al arabiya

Epicentro

L’epicentro in superficie è stato individuato nel Sudest del Paese, a circa 86 Km dalla città di Khash e a 80 Km a nord di Savaran, entrambe con oltre 50mila abitanti, in una zona rurale non lontana dal confine del Pakinstan.

Gli effetti del terremoto in Iran

I morti accertati sono in questo momento 81 (ore 15,37), ma il bilancio è sicuramente destinato a salire, tanto che le autorità iraniane parlano già di “centinaia di vittime“. Nella zona colpita, infatti, la maggior parte delle abitazioni è ancora costruita con mattoni e fango: secondo fonti iraniane citate dal Guardian migliaia edifici sono crollati e ci sarebbero intere città rase al suolo, come la città di Hiduch, nel sudest dell’Iran.

Le scosse sono state avvertite in maniera chiara in tutto il medio oriente, da Dubai al Bahrein fino a Nuova Dehli, in India.

Per l’Iran si tratta della scossa di terremoto più violenta da 40 anni a questa parte.

Raccolta differenziata: Italia meglio della Francia. Bene il Nord, sorpresa Campania

di luca.pistolesi 27 marzo 2013

La raccolta differenziata in Italia sta crescendo, ed è alla pari rispetto alla media dei 27 Paesi dell’Unione Europea: ad affermarlo è un’indagine riferita al periodo 2001-2010 dell’EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il 36% dei rifiuti solidi urbani prodotti in Italia nel 2010 (ultimo dato disponibile) è stato riciclato con successo: la percentuale è più che raddoppiata in dieci anni, se si considera che nel 2001 soltanto il 17% dei rifiuti veniva recuperato.

raccolta differenziata

A livello europeo la percentuale media si attesta sul 35%: i Paesi più virtuosi sono l’Austria (63%) la Germania (62%) il Belgio (58%) l’Olanda (51%) e la Svizzera (51%), mentre sono praticamente ancora ferme allo 0% le ‘new entries’ dell’UE Romania e Bulgaria.

Il risultato dell’Italia ha un sapore dolce-amaro. Senza i Paesi dell’Est ad abbassare la media, l’Italia si ritroverebbe a rincorrere. E’ vero anche però che rispetto agli altri maggiori Paesi europei, non ce la caviamo malaccio: il Regno Unito è poco sopra di noi al 39%, la Francia solo al 35%, la Spagna al 30%. Inoltre, l’Italia mostra un tasso di crescita annuale di tutto rispetto: dal 2001 al 2010 la percentuale di rifiuti riciclati sul totale prodotto è aumentata in media del 2% annuo. Il miglior risultato annuale si registra proprio nell’ultimo anno: tra il 2009 e il 2010 la raccolta differenziata ha fatto segnare un +6% sull’anno precedente.

Ciò fa ben sperare per quanto riguarda il raggiungimento dei target fissati dall’Europa: difatti entro il 2020 tutti i Paesi membri dovranno raggiungere almeno il 50% di rifiuti solidi urbani riciclati. Secondo le proiezioni dell’EEA, mantenendo l’attuale tasso di crescita, l’Italia dovrebbe essere in grado di raggiungere il target con 1-3 anni di anticipo sulla deadline. Altrettanto non si potrebbe dire invece della Francia, che ha avuto un tasso di crescita più basso ed è chiamata a uno sforzo ulteriore se vuole rispettare gli impegni.

Raccolta differenziata Italia 2010

Il rapporto EEA sull’Italia analizza anche la situazione regione per regione: nel 2010 le regioni più virtuose erano il Veneto (59% di raccolta differenziata), il Trentino Alto Adige (58%) , il Piemonte (51%) e il Friuli Venezia Giulia (49%). Le regioni più indietro erano invece al Sud: maglia nera è la Sicilia (9%) preceduta di poco da Calabria (12%) Molise (13%) e Basilicata (14%). Una sorpresa arriva dall’andamento tra il 2008 e il 2010: le regioni che hanno incrementato di più la raccolta sono la Campania (+14% in due anni, raggiungendo un ottimo 32% nel 2010), le Marche (+13%, 39% nel 2010) e la Sardegna (+10%, 45% nel 2010), migliore regione del Sud.

Fonte: EEA. Il rapporto completo sull’Italia in lingua inglese è scaricabile a questo indirizzo.

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