Pubblicato in: Clima

Il risultato della Conferenza di Copenhagen

di luca.pistolesi 21 dicembre 2009
Il tavolo di Copenhagen

L'accordo di Copenhagen

La Conferenza di Copenhagen si è conclusa con un accordo tra gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Brasile e il Sud Africa, di cui la Conferenza degli Stati partecipanti ha “preso atto”. In termini espliciti, vuol dire che gli altri Stati, pur non opponendosi all’accordo, non si riconoscono nel documento finale. Robert Orr, Senior Official delle Nazioni Unite, ha specificato che “prendere atto” dell’accordo ha le stesse conseguenze legali di sottoscriverlo pienamente. E’ evidente, però, il dissenso politico degli altri Stati, a partire dall’Unione Europea, che sperava in un impegno molto più forte. “Copenhagen è il primo passo verso un nuovo ordine mondiale sul clima, né più né meno”, ha dichiarato il Cancelliere tedesco Angela Merkel, piuttosto delusa dall’esito dei negoziati.

Ancora più critici si sono mostrati gli Stati africani e insulari. “Il documento è basato esattamente sugli stessi valori che hanno portato sei milioni di persone in Europa alle camere a gas” (1) ha dichiarato il capo negoziatore sudanese Stanislao Lumumba Di-Aping. Un riferimento all’olocausto che il capo negoziatore svedese ha giudicato “deprecabile”, ma che tuttavia rende conto della frustrazione degli stati più esposti ai cambiamenti climatici.

Le uniche voci esultanti arrivano proprio dai Paesi che hanno redatto l’accordo. La Cina, al pari dell’India, giudica “positivo e significativo” il risultato della Conferenza, ed esprime soddisfazione per il riconoscimento nell’accordo della diversa responsabilità sull’effetto serra degli stati industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo. Barack Obama ha detto che “per la prima volta nella storia le più grandi economie hanno accettato le loro responsabilità per agire contro il pericolo dei cambiamenti climatici”, ed ha specificato che l’obiettivo è ancora quello di raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni. Va detto che senza l’impegno diretto di Obama, neanche il trattato “molle” approvato venerdì scorso avrebbe visto la luce.

I CONTENUTI DELL’ACCORDO
L’accordo tra gli Stati Uniti e i maggiori Paesi in via si Sviluppo, di cui gli altri hanno preso atto, prevede:

- che tutti gli Stati si impegnino a prendere le misure necessarie a mantenere l’aumento di temperatura del Pianeta al di sotto dei due gradi centigradi
- che venga istituito dai paesi industrializzati un fondo di cento miliardi di dollari all’anno da destinare ai Paesi in via di sviluppo per la riconversione energetica e la riduzione delle emissioni. Purtroppo però non si specifica nel trattato da chi dovranno essere sborsati questi soldi. Inoltre la cifra sembra fuori portata, visto che la pur virtuosa Europa si è impegnata a dare soltanto 2,4 miliardi di euro all’anno nei prossimi tre anni
- che la responsabilità dell’effetto serra venga ripartita in maniera diseguale tra stati di prima e seconda industrializzazione e stati in via di sviluppo, secondo principi simili a quelli alla base del protocollo di Kyoto
- che a partire da gennaio ciascuno stato renda pubblico il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra
- che si raggiunga un vero e proprio trattato sul clima, condiviso e sottoscritto da tutti, entro la fine del 2010
- che la prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima avvenga a novembre 2010 in Messico.

“L’accordo è fondamentalmente una lettera d’intenti – ha dichiarato Yvo De Boer, Segretario della Commissione Onu sui cambiamenti climatici – ci sono gli ingredienti per una lotta di lungo periodo ai cambiamenti climatici, ma manca il vincolo legale. Vuol dire che abbiamo ancora una lunga strada verso il Messico”.

(1) Fonti: Reuters, U.N. climate talks end with bare minimum agreement

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19 risposte a “Il risultato della Conferenza di Copenhagen”

  1. [...] IL RISULTATO DELLA CONFERENZA DI COPENHAGEN [...]

  2. francesco scrive:

    è bello che tutte le nazioni si trovano d’accordo
    W LA PACE!

  3. Anonimo scrive:

    quante cazzate

  4. francesco scrive:

    Xò qualcosa di più potevano farlo… >;-| W I FRANCESCHII!!!

  5. virginia scrive:

    Dunque la conferenza è giunta a un termine in quanto molti stati a dire il vero se ne fregano del clima e pensano solo alla loro economia e ai loro profitti, cosa che in alcuni casi è comprensibile ma mi pare comunque una grande assurdità
    svegliatevi e capite che qua si parla di dare un FUTURO a noi e a chi ci seguirà…

  6. anonimooo scrive:

    be e io che volevo andare negli stati uniti!!!cassoni che non siete altro!!!!

  7. biboooo scrive:

    certo che queste nazioni si danno proprio da fare_ evidentemente l’ egoismo è talmente tanto da nn vedere che ci stiamo auto_distruggendo__che caspio__l’italia poi davvero una[mer..] bè vi saluto__ciaociao__ank ai franceschi_hihi

  8. francesco napoli scrive:

    nun so proprio esprimermi-viva la pace!!

  9. Mr scrive:

    Regà questi ci prendono in giro a tutti.. Davvero.. c’è l’Europa offre solo 2.4 miliardi all’anno ma stiamo a scherzà?? gli altri 98 chi li mette? ma va vaaa

  10. Mr scrive:

    XD neanche all’anno.. ogni 3 anni..

  11. cristy scrive:

    Io credo che bisogna pensare per il bene comune, a un domani cosa rimarrà ai nostri figli, ai nostri nipoti.. cosa rimarrà di un mondo che sta andando a rotoli da noi stessi se siamo i primi a non riuscire ad organizzarci! Bisogna ridurre le emissioni di gas serra… Se riusciamo a rispettare l’accordo che abbiamo sottoscritto,c’è meno inquinamento, l’aria sarà più pulita, possiamo produrre energia elettrica da quelle fonti che ogigiorno sembrano a noi sconosciute, tipo i pannelli solari, o l’energia eolica… Non bisogna pensare unilateralmente a scopo di lucro,perchè non ci sono più spazi verdi, non c’è più niente di pulito in natura e non capiamo che siamo noi uomini a stessi a distruggerci con le nostre stesse mani!

  12. cristy18 scrive:

    beeeee nn e molto convincente la cosa

  13. uffi--:( scrive:

    bè raga qui c’è più egoismo che acqua!!!!!! robe da pazzi__ vorrei che il mondo fosse più bello__ ma nn è cosi_ sono triste__uffi_nn mi capita mai niente di bello__:(

  14. [...] del vertice di Copenhagen dove i grandi della terra sono riusciti con grande fatica  a trovare un accordo su quanto il mondo farà per combattere il riscaldamento globale. Si tratta di un accordo molto al [...]

  15. [...] di trovare un accordo globale sulla riduzione delle emissioni di CO2, vincolante per tutti i Paesi. Il risultato fu un disastro totale: ciascuno stato fu lasciato nella possibilità di decidere quanto e come [...]

  16. [...] climatici di Cancun. Partita circondata dallo scetticismo più profondo, generato dal bruciante fallimento di Copenhagen, COP16 è invece riuscita a sovvertire il pronostico, registrando qualche passo avanti sostanziale [...]

  17. Anonimo scrive:

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    Clima Tags | accordo di Copenhagen, Angela Merkel, Barack Obama, Brasile, cina, Conferenza di Copenhagen, Copenhagen 2009, effetto serra, emissioni, global warming, India, Messico 2010, Sud Africa, surriscaldamento globale, USA
    Il risultato della Conferenza di Copenhagen

    Postato il 21 dicembre 2009 da luca.pistolesi
    Il tavolo di Copenhagen

    L’accordo di Copenhagen

    La Conferenza di Copenhagen si è conclusa con un accordo tra gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Brasile e il Sud Africa, di cui la Conferenza degli Stati partecipanti ha “preso atto”. In termini espliciti, vuol dire che gli altri Stati, pur non opponendosi all’accordo, non si riconoscono nel documento finale. Robert Orr, Senior Official delle Nazioni Unite, ha specificato che “prendere atto” dell’accordo ha le stesse conseguenze legali di sottoscriverlo pienamente. E’ evidente, però, il dissenso politico degli altri Stati, a partire dall’Unione Europea, che sperava in un impegno molto più forte. “Copenhagen è il primo passo verso un nuovo ordine mondiale sul clima, né più né meno”, ha dichiarato il Cancelliere tedesco Angela Merkel, piuttosto delusa dall’esito dei negoziati.

    Ancora più critici si sono mostrati gli Stati africani e insulari. “Il documento è basato esattamente sugli stessi valori che hanno portato sei milioni di persone in Europa alle camere a gas” (1) ha dichiarato il capo negoziatore sudanese Stanislao Lumumba Di-Aping. Un riferimento all’olocausto che il capo negoziatore svedese ha giudicato “deprecabile”, ma che tuttavia rende conto della frustrazione degli stati più esposti ai cambiamenti climatici.

    Le uniche voci esultanti arrivano proprio dai Paesi che hanno redatto l’accordo. La Cina, al pari dell’India, giudica “positivo e significativo” il risultato della Conferenza, ed esprime soddisfazione per il riconoscimento nell’accordo della diversa responsabilità sull’effetto serra degli stati industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo. Barack Obama ha detto che “per la prima volta nella storia le più grandi economie hanno accettato le loro responsabilità per agire contro il pericolo dei cambiamenti climatici”, ed ha specificato che l’obiettivo è ancora quello di raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni. Va detto che senza l’impegno diretto di Obama, neanche il trattato “molle” approvato venerdì scorso avrebbe visto la luce.

    I CONTENUTI DELL’ACCORDO
    L’accordo tra gli Stati Uniti e i maggiori Paesi in via si Sviluppo, di cui gli altri hanno preso atto, prevede:

    - che tutti gli Stati si impegnino a prendere le misure necessarie a mantenere l’aumento di temperatura del Pianeta al di sotto dei due gradi centigradi
    - che venga istituito dai paesi industrializzati un fondo di cento miliardi di dollari all’anno da destinare ai Paesi in via di sviluppo per la riconversione energetica e la riduzione delle emissioni. Purtroppo però non si specifica nel trattato da chi dovranno essere sborsati questi soldi. Inoltre la cifra sembra fuori portata, visto che la pur virtuosa Europa si è impegnata a dare soltanto 2,4 miliardi di euro all’anno nei prossimi tre anni
    - che la responsabilità dell’effetto serra venga ripartita in maniera diseguale tra stati di prima e seconda industrializzazione e stati in via di sviluppo, secondo principi simili a quelli alla base del protocollo di Kyoto
    - che a partire da gennaio ciascuno stato renda pubblico il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra
    - che si raggiunga un vero e proprio trattato sul clima, condiviso e sottoscritto da tutti, entro la fine del 2010
    - che la prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima avvenga a novembre 2010 in Messico.

    “L’accordo è fondamentalmente una lettera d’intenti – ha dichiarato Yvo De Boer, Segretario della Commissione Onu sui cambiamenti climatici – ci sono gli ingredienti per una lotta di lungo periodo ai cambiamenti climatici, ma manca il vincolo legale. Vuol dire che abbiamo ancora una lunga strada verso il Messico”.

    (1) Fonti: Reuters, U.N. climate talks end with bare minimum agreement
    16 commenti »

    1.

    [...] IL RISULTATO DELLA CONFERENZA DI COPENHAGEN [...]

    Pingback by Copenhagen: raggiunto un accordo “minimo” | Clima — 22 dicembre 2009 @ 16:08
    2.

    è bello che tutte le nazioni si trovano d’accordo
    W LA PACE!

    Commento by francesco — 5 gennaio 2010 @ 16:17
    3.

    quante cazzate

    Commento by Anonimo — 5 gennaio 2010 @ 17:50
    4.

    Xò qualcosa di più potevano farlo… >;-| W I FRANCESCHII!!!

    Commento by francesco — 6 gennaio 2010 @ 16:35
    5.

    Dunque la conferenza è giunta a un termine in quanto molti stati a dire il vero se ne fregano del clima e pensano solo alla loro economia e ai loro profitti, cosa che in alcuni casi è comprensibile ma mi pare comunque una grande assurdità
    svegliatevi e capite che qua si parla di dare un FUTURO a noi e a chi ci seguirà…

    Commento by virginia — 6 gennaio 2010 @ 16:42
    6.

    be e io che volevo andare negli stati uniti!!!cassoni che non siete altro!!!!

    Commento by anonimooo — 7 gennaio 2010 @ 15:25
    7.

    certo che queste nazioni si danno proprio da fare_ evidentemente l’ egoismo è talmente tanto da nn vedere che ci stiamo auto_distruggendo__che caspio__l’italia poi davvero una[mer..] bè vi saluto__ciaociao__ank ai franceschi_hihi

    Commento by biboooo — 7 gennaio 2010 @ 15:32
    8.

    nun so proprio esprimermi-viva la pace!!

    Commento by francesco napoli — 7 gennaio 2010 @ 16:43
    9.

    Regà questi ci prendono in giro a tutti.. Davvero.. c’è l’Europa offre solo 2.4 miliardi all’anno ma stiamo a scherzà?? gli altri 98 chi li mette? ma va vaaa

    Commento by Mr — 7 gennaio 2010 @ 18:00
    10.

    XD neanche all’anno.. ogni 3 anni..

    Commento by Mr — 7 gennaio 2010 @ 18:05
    11.

    Io credo che bisogna pensare per il bene comune, a un domani cosa rimarrà ai nostri figli, ai nostri nipoti.. cosa rimarrà di un mondo che sta andando a rotoli da noi stessi se siamo i primi a non riuscire ad organizzarci! Bisogna ridurre le emissioni di gas serra… Se riusciamo a rispettare l’accordo che abbiamo sottoscritto,c’è meno inquinamento, l’aria sarà più pulita, possiamo produrre energia elettrica da quelle fonti che ogigiorno sembrano a noi sconosciute, tipo i pannelli solari, o l’energia eolica… Non bisogna pensare unilateralmente a scopo di lucro,perchè non ci sono più spazi verdi, non c’è più niente di pulito in natura e non capiamo che siamo noi uomini a stessi a distruggerci con le nostre stesse mani!

    Commento by cristy — 9 gennaio 2010 @ 16:22
    12.

    beeeee nn e molto convincente la cosa

    Commento by cristy18 — 10 gennaio 2010 @ 10:06
    13.

    bè raga qui c’è più egoismo che acqua!!!!!! robe da pazzi__ vorrei che il mondo fosse più bello__ ma nn è cosi_ sono triste__uffi_nn mi capita mai niente di bello__:(

    Commento by uffi–:( — 10 gennaio 2010 @ 15:48
    14.

    [...] del vertice di Copenhagen dove i grandi della terra sono riusciti con grande fatica a trovare un accordo su quanto il mondo farà per combattere il riscaldamento globale. Si tratta di un accordo molto al [...]

    Pingback by Il riscaldamento globale : Il colore del grano — 2 febbraio 2010 @ 00:31
    15.

    [...] di trovare un accordo globale sulla riduzione delle emissioni di CO2, vincolante per tutti i Paesi. Il risultato fu un disastro totale: ciascuno stato fu lasciato nella possibilità di decidere quanto e come [...]

    Pingback by Parte in sordina la Conferenza Onu sul clima di Cancun | Pianeta — 30 novembre 2010 @ 18:49
    16.

    [...] climatici di Cancun. Partita circondata dallo scetticismo più profondo, generato dal bruciante fallimento di Copenhagen, COP16 è invece riuscita a sovvertire il pronostico, registrando qualche passo avanti sostanziale [...]

    Pingback by Conferenza di Cancun: risultati migliori del previsto | Pianeta — 13 dicembre 2010 @ 17:44

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