Pubblicato in: Idroelettrica

Il nuovo corso italiano dopo il referendum: energia dalle maree?

di luca.pistolesi 27 giugno 2011

La centrale portoghese di Póvoa de Varzim

Dopo il referendum che ha definitivamente archiviato l’esperienza nucleare italiana (per lo meno per quanto riguarda la fissione nucleare), ci si interroga sul futuro dell’energia nel nostro Paese. Se è chiaro che il governo dovrà investire sulle fonti rinnovabili già disponibili e via via più efficienti (fotovoltaico, eolico e biomasse), è indubbio che bisognerà investire anche nella ricerca di ulteriori fonti di approvvigionamento energetico, anche e soprattutto innovative.

La più promettente, e già funzionante in Italia, è senza dubbio il solare termodinamico ideato da Carlo Rubbia. La prima centrale italiana, Archimede Solar Energy, è già entrata in funzione in Sicilia e dimostra come un investimento ragionevole possa produrre risultati in tempi molto brevi.

L’Enea, l’Agenzia italiana per l’Energia, sta però passando al vaglio nuove tecnologie. Una di queste prevede lo sfruttamento dell’energia marina. Si tratta di centrali elettriche offshore, cioè costruite in mezzo al mare, in punti in cui le correnti marine sono particolarmente forti. Un sistema di turbine consente di trasformare il moto ondoso in energia elettrica: nel mondo esistono già alcuni prototipi del genere. Uno, ad esempio, è situato in Portogallo, a largo di Póvoa de Varzim.

In queste settimane l’Enea sta stilando una lista delle aree marine italiane più adatte ad istallazioni di questo genere. Poi si tratterà di vedere se i relativi progetti di fattibilità interesseranno investitori, italiani e stranieri, statali e privati. Di sicuro, una volta sgomberato il campo dalla chimera nucleare, in Italia siamo tutti costretti a ricominciare a pensare.

Fonte: repubblica.it

Una replica a “Il nuovo corso italiano dopo il referendum: energia dalle maree?”

  1. Pier Luigi Caffese ha detto:

    Il mio 1°piano energie del mare risale al 2005 e da allora non si fece nulla.Oggi si riscopre il mare ed i Francesi programmano ben 75 TWh dal mare.Ho rifatto i calcoli piu’ volte ma per arrivare ai miei 600 GW uso il mare in modo diverso perchè parto da 40 GW per stoccare con l’hydro marino ben 16 TWh e produrre cosi’ 600 GW di cui ne impiego 400 GW per produrre 70 miliardi di litri di refuels.Ora nelle offshore wind farm posso inserire turbine marine per utilizzare le correnti.Solo dallo Stretto di Messina,posso ottenere 15 GW e da quello di Otranto 10 GW ma le energie del mare costano e bisogna impostare piani energetici che utilizzano le varie tecnologie e poi stoccare nei miei laghi di mare.Altrimenti la resa è bassa e non si utilizza l’effetto leverage da me teorizzato.Un consiglio al Governo ed all’Enea:lo stoccaggio marino è la migliore tecnologia mondiale combinata al vento in mare ed a tutte le energie marine che sono piu’ di 100.