Pubblicato in: Ecosistema

“Stop alle trivelle nel Canale di Sicilia”, Ficarra e Picone con Greenpeace

di luca.pistolesi 19 luglio 2012

Greenpeace ha lanciato una campagna in difesa del mare del Canale di Sicilia, minacciato dalla possibilità di nuove massicce trivellazioni in cerca di petrolio. I numeri parlano chiaro: 4 sono gli impianti di estrazione già in funzione al largo delle coste siciliane, undici i permessi per ricercare petrolio già concessi alle compagnie petrolifere e 18 quelli ancora in valutazione. Molte compagnie sono coinvolte: tra esse anche i colossi Eni e Shell.

Le trivellazioni in mare sono un pericolo per l’intero ecosistema del Mare di Sicilia. Una perdita di petrolio, anche se limitata, produrrebbe danni incalcolabili all’economia siciliana, che vive di mare, dalla pesca al turismo, senza contare che le trivellazioni portano con sé inevitabilmente il rischio di veri e propri disastri ambientali, come quello avvenuto nel Golfo del Messico a causa dell’esplosione della piattaforma della British Petrolium, che due anni fa ha messo in ginocchio l’economia degli Stati Uniti del Sud.

A fianco dell’associazione ambientalista si sono schierati tra gli altri anche i due siciliani Ficarra e Picone, che hanno registrato il video che vi proponiamo qui sotto. “U mari non si spirtusa“, dicono i due attori, spiegando come il mare non sia altro che un pezzo della nostra casa: vorreste davvero che una trivella fosse piazzata nel vostro gabinetto? “Le coste mangiate dal catrame, gli uccelli che non riescono più a volare: quelle scene qui in Sicilia non vorremmo proprio vederle – dicono i due – e quanto ci costerebbe poi ripulire il mare in caso di disastro? Senza contare che non tornerebbe com’era prima”.

Greenpeace ha lanciato una raccolta firme per fermare le trivellazioni a questo indirizzo. Sul sito dedicato alla campagna mare è anche possibile leggere il rapporto completo sulle trivellazioni nel Canale di Sicilia e guardare la mappa completa, con tanto di nome delle varie compagnie interessate.

I commenti sono chiusi.