Cappotto termico: 10 consigli pratici per fare la scelta giusta

di luca.pistolesi 23 febbraio 2013

Il cappotto termico è un’ottima soluzione per il risparmio energetico degli edifici, ma soltanto se è progettato e istallato correttamente. Difatti, il risparmio in bolletta per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti dipende dalla qualità del lavoro di ristrutturazione effettuato sull’edificio. Per i proprietari di casa che intendono istallare un cappotto termico abbiamo preparato un piccolo vademecum: dieci semplici consigli per cominciare con il piede giusto e per evitare qualche errore comune.

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1. Consultare un tecnico

Il primo passo è consultare un tecnico, geometra o architetto, specializzato nel risparmio energetico. Il risparmio energetico è una materia complessa, che richiede un alto grado di specializzazione: è meglio rivolgersi a una persona o a uno studio che fa principalmente questo specifico lavoro. Lui si occuperà anche di darvi le indicazioni su come ottenere le agevolazioni fiscali al 50% per il risparmio energetico e di preparare i documenti.

2. Valutare più di un preventivo

Il tipo di intervento da effettuare sull’edificio varia a seconda delle condizioni specifiche: la classe energetica precedente, il clima del luogo, l’esposizione alle intemperie e ovviamente la disponibilità economica. Prima di commissionare i lavori, valutare attentamente più di un preventivo: ciò vi darà la possibilità non soltanto di scegliere l’offerta migliore, ma anche di mettere a confronto le diverse proposte di intervento, e magari di prendere il meglio da ciascuna.

3. Scegliere l’azienda edile

La scelta della azienda edile responsabile dei lavori è ovviamente la fase più importante e delicata. Anche in questo caso, è preferibile scegliere qualcuno che sia altamente specializzato sulle ristrutturazioni edili e sul risparmio energetico. Il vostro tecnico di riferimento potrà aiutarvi nella scelta.

4. Essere sempre molto presenti in ogni fase del progetto.

L’errore che molti proprietari di casa fanno al momento di ristrutturare è quello di dare tutto in mano ai tecnici senza più interessarsene fino alla fine dei lavori. Al di là della professionalità di chi lavora, la presenza interessata del committente, sia in fase di progettazione che di realizzazione, è una garanzia ulteriore di efficienza. Fate domande, osservazioni e critiche liberamente, e pretendete di avere l’ultima parola.

5. Scattare un’immagine termografica

Prima di progettare il cappotto, è importante avere un’idea precisa di come si comporta il nostro edificio termicamente. Il modo migliore è far scattare una immagine termografica, che evidenzierà quali sono i ponti di calore, cioè le porzioni dell’edificio attraverso le quali lo scambio di calore avviene più rapidamente. Molte ditte specializzate in risparmio energetico usano questo strumento con successo.Immagine termografica

6. Cappotto termico  interno o esterno?

Una delle prime decisioni da prendere sarà se porre il cappotto sul muro interno o esterno dell’abitazione. In linea teorica, è sempre preferibile ricoprire interamente la parete esterna, per avere effetti più consistenti, ma non sempre è possibile. Ad esempio, nei condomìni è spesso difficile mettere d’accordo tutti i proprietari delle unità abitative su una spesa consistente. In tal caso, si può optare per il cappotto sulla parete interna, che è meno efficace ma ha anche costi ridotti.

7. Non tutti i materiali sono uguali.

Poi bisognerà scegliere i materiali per l’isolamento: a questo in genere pensa l’azienda, che avrà i suoi fornitori di riferimento. Ricordate però che non tutti i materiali sono equivalenti: ciascun materiale ha un diverso coefficiente di conducibilità termica, più è basso, più il cappotto funzionerà bene. Inoltre è importantissimo lo spessore: un ottimo materiale con uno spessore molto basso è peggio di un cappotto scadente molto molto spesso. Anche in questo caso, consultate il geometra per avere un parere terzo.

8. Posa dei pannelli senza soluzioni di continuità

La posa dei pannelli ha un ruolo essenziale: un cappotto fatto con materiali straordinari ma posato male può avere efficacia pari a zero. E’ importante in particolare che i pannelli siano posati senza soluzioni di continuità: anche un sottile strato di malta tra un pannello e un altro può inficiare l’intero effetto isolante. E’ importante che i pannelli siano incollati alla parete e contestualmente fissati con dei tasselli: mettere i tasselli in un secondo momento non va bene, perché può provocare distacchi dalla parete. Inoltre, i pannelli devono coprire anche le imbotti, cioè le superfici interne delle finestre. Discutete di questi dettagli con il tecnico e con i responsabili dei lavori.

9. Pretendete una garanzia sulla tenuta di ALMENO 5 anni

Pretendete dalla ditta esecutrice una garanzia sulla tenuta del cappotto termico: le intemperie possono mettere alla prova i rivestimenti, soprattutto se non sono stati montati e fissati correttamente. La durata della garanzia va concordata: non accontentatevi di meno di 5 anni.

10. Bonifico per accedere alle agevolazioni fiscali

Effettuate tutti i pagamenti tramite bonifico bancario, specificando la causale risparmio energetico. Ciò è indispensabile perché soltanto le somme pagate attraverso bonifico possono essere detratte al 50% dalle dichiarazioni dei redditi degli anni seguenti. Ricordate che il cappotto termico è conveniente soprattutto perché metà ve lo paga lo stato!

10 risposte a “Cappotto termico: 10 consigli pratici per fare la scelta giusta”

  1. Luigi scrive:

    Grazie! Noi alla fine abbiamo scelto il cappotto corazzato modulare ad incastro, che anche per eventuali scosse di terremoto od assestamenti dell’ edificio non si rovina

    • Giovanni scrive:

      Interessante. Ma cos’è questo “cappotto corazzato modulare ad incastro”?

      • Alberto scrive:

        è un isolamento a cappotto prefinito pronto all’ uso con rivestimento in pietra a vista al quarzo. Ha una doppia battentatura che garantisce l’assenza di ponti termici ed infiltrazioni. La corazza esterna resiste anche alla grandine.

  2. Ale scrive:

    …. Ricordate che il cappotto termico è conveniente soprattutto perché metà ve lo paga lo stato!….

    Grande puttanata!!!

    La solita bugia rifilata per far fare tutto in regola e far recuperare sempre e solo chi ha i soldi…

  3. Maxstino scrive:

    Nei consigli, non si parla dei materiali, l’articolo è inutile.

  4. giandomenico scrive:

    si può fare il cappotto in questa stagione?

  5. Antonio scrive:

    Ciao Luigi,
    saresti così gentile da indicarmi l’azienda del cappotto corazzato e il costo al metro quadro?
    la mia mail è antonio1filipponi@alice.it

    te ne sarei veramente grato

  6. armando scrive:

    Buongiorno, qual è la stagione adatta per iniziare il lavoro. Grazie

  7. Anonimo scrive:

    BUONA SERA . Fare il capotto in questo mese di settembre ,e giusto od meglio aspettare’ fino a quanti gradi ci si puo mettere ?

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