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	<title>Pianeta &#187; Mobilità</title>
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	<description>Pianeta è un portale informativo ambientale ed ecologica e sulle tecnologie per il rispario energetico</description>
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		<title>Jungo: mobilità sostenibile all&#039;ennesima potenza</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 15:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.pistolesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Vai nella mia stessa direzione? Allora perché prendere due macchine, ne basta e ne avanza una&#8220;. Questa, in estrema sintesi, è la filosofia di Jungo, un&#8217;iniziativa che si autodefinisce &#8220;la risposta agile alla mobilità&#8221;. L&#8217;idea è venuta a un gruppo di persone di Trento, che cercano ora di coinvolgere altri gruppi di persone in tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2090" class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><img class="size-full wp-image-2090 " title="Jungo" src="http://www.pianeta.it/files/2010/02/Jungo.jpg" alt="Una ragazza mostra la sua tessera Jungo" width="279" height="178" /><p class="wp-caption-text">Una ragazza mostra la sua tessera Jungo</p></div>
<p style="text-align: justify">&#8220;Vai nella mia stessa direzione? <strong>Allora perché prendere due macchine</strong>, <strong>ne basta e ne avanza una</strong>&#8220;. Questa, in estrema sintesi, è la filosofia di <a title="Vai al sito di Jungo" href="http://www.jungo.it/" target="_blank">Jungo</a>, un&#8217;iniziativa che si autodefinisce &#8220;la risposta agile alla mobilità&#8221;. L&#8217;idea è venuta a un gruppo di persone di Trento, che cercano ora di coinvolgere altri gruppi di persone in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Il meccanismo di adesione è piuttosto semplice, basta iscriversi a Jungo: possono farlo tutte le persone prive di precedenti penali rilevanti, pagando una quota di 15 euro. Jungo fornirà a ciascun iscritto <strong>una tessera nominale</strong>, corredata con una fotografia dell&#8217;iscritto. A questo punto la persona potrà mettersi sulla direttrice di traffico che deve percorrere, mostrando agli automobilisti di passaggio la tessera.</p>
<p style="text-align: justify">Quando passerà un altro utente Jungo, questi si fermerà e &#8220;raccoglierà&#8221; l&#8217;utente che chiede il passaggio. Per garantire <strong>maggiori livelli di sicurezza</strong>, i gestori del servizio hanno previsto un <strong>sms preventivo </strong>che chi viene caricato deve inviare alla centrale con il numero di tessera di chi lo carica: in questo modo sarà scoraggiato qualsiasi comportamento inadeguato, poiché la centrale sarà informata di chi è entrato in contatto con chi e a che ora.</p>
<p style="text-align: justify">Eseguite queste operazioni, <strong>le due persone proseguiranno insieme per il tragitto comune</strong>, al termine del quale la persona caricata pagherà una parte del viaggio (seguendo una tabella costi di 0,20 euro fissi + 0,10 euro per chilometro percorso). Gli organizzatori sostengono che basta raggiungere una <strong>massa critica del 1% degli abitanti di un territorio</strong> (ad esempio, 2.900 persone a Rimini, 8.500 a Verona&#8230;) perché i tempi di attesa per incrociare un altro utente si riducano a soli 5 minuti di media.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Jungo è attualmente soltanto un progetto</strong>. L&#8217;idea però è originale e utile: saremmo curiosi di vedere come potrebbe funzionare qualora qualche amministrazione cittadina decidesse di valorizzare questa proposta.</p>
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		<title>Dagli Usa i semafori fatti con i Led</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.pistolesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[I Led sono il futuro dell&#8217;illuminazione domestica, ma non solo. Possono sostituire quasi universalmente le lampadine tradizionali a incandescenza e anche quelle a fluorescenza. Un esempio sono i semafori stradali: accesi (o lampeggianti) ventiquattro ore su ventiquattro, 365 giorni all&#8217;anno, i semafori consumano attualmente un&#8217;ingente quantità di energia. Con i Led il risparmio potrebbe essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1990" class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><img class="size-full wp-image-1990" title="semaforo" src="http://www.pianeta.it/files/2010/01/semaforo.jpg" alt="Un semaforo fatto di Led. L'importante è tenerlo sgombro dalla neve" width="279" height="177" /><p class="wp-caption-text">Un semaforo fatto di Led. L&#39;importante è tenerlo sgombro dalla neve</p></div>
<p style="text-align: justify">I Led sono il futuro dell&#8217;illuminazione domestica, ma non solo. Possono sostituire quasi universalmente le lampadine tradizionali a incandescenza e anche quelle a fluorescenza. <strong>Un esempio sono i semafori stradali</strong>: accesi (o lampeggianti) ventiquattro ore su ventiquattro, 365 giorni all&#8217;anno, i semafori consumano attualmente un&#8217;ingente quantità di energia. <strong>Con i Led il risparmio potrebbe essere superiore al 30%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">I vecchi semafori sono realizzati con una lampadina (di solito a incandescenza) coperta da una plastica traslucida colorata (di rosso, giallo o verde). I Led, invece, non hanno bisogno di copertura, visto che è proprio la luce emessa ad avere la colorazione desiderata, e sono dunque <strong>più visibili</strong>. Inoltre, <strong>non surriscaldano</strong>, poiché non c&#8217;è la resistenza interna propria delle lampadine a bulbo, <strong>né contengono materiali tossici</strong>, come avviene per le lampadine a fluorescenza.</p>
<p style="text-align: justify">Negli Stati Uniti, alcune amministrazioni locali hanno già realizzato <strong>il passaggio alla tecnologia Led </strong>dei propri semafori. Per la verità, sono anche stati registrati alcuni problemi: il New York Times ha segnalato <a title="Vai all'articolo" href="http://www.nytimes.com/2010/01/02/us/02lights.html?partner=rssnyt&amp;emc=rss" target="_blank">un incidente mortale a Oswego</a>, vicino Chicago, causato dalla neve e dal ghiaccio, che si è accumulata sul semaforo e ha impedito all&#8217;automobilista di capire che doveva fermarsi. Con i semafori tradizionali, la formazione di neve e ghiaccio è ridotta a causa del calore emesso dalle lampade. &#8220;<strong>Il problema non ci impedirà di usare i Led</strong> &#8211; ha detto al Nyt un funzionario del Winsconsin &#8211; quando nevica abbiamo già il problema dei segnali di Stop e degli altri segnali coperti dalla neve. Non abbiamo mica smesso di usarli, mi pare&#8230;&#8221;</p>
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		<title>Il forno solare vince la gara delle eco-invenzioni</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 10:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.pistolesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Invenzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Kyoto Box l&#8217;invenzione che ha vinto il Climate Change Challenge (1), la gara per le eco-invenzioni organizzata dal Financial Times. Il Kyoto Box è un forno solare che potrebbe salvare milioni di bambini, in Africa, dando la possibilità di bollire l&#8217;acqua, spesso infetta, in maniera semplice e senza consumare nulla. La parte geniale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_893" class="wp-caption alignleft" style="width: 188px"><img class="size-full wp-image-893" title="ft1" src="http://www.pianeta.it/files/2009/04/ft1.jpg" alt="Il Kyoto Box" width="178" height="163" /><p class="wp-caption-text">Il Kyoto Box</p></div>
<p style="text-align: justify">Si chiama <strong>Kyoto Box</strong> l&#8217;invenzione che ha vinto il <em>Climate Change Challenge</em><strong> <span style="color: #ff0000">(1)</span></strong>, la gara per le eco-invenzioni organizzata dal <em>Financial Times</em>. Il<a title="Notizie sul Kyoto Box" href="http://www.mondohightech.com/2009/04/16/kyoto-box-il-forno-solare-che-salvera-milioni-di-persone/trackback/" target="_blank"> Kyoto Box è un forno solare che potrebbe salvare milioni di bambini</a>,<strong> in Africa</strong>, dando la possibilità di bollire l&#8217;acqua, spesso infetta, in maniera semplice e senza consumare nulla. La parte geniale di quest&#8217;invenzione, che ha letteralmente conquistato i lettori del FT, è la sua semplicità. Il suo creatore, il norvegese trapiantato a Nairobi Jon Bøhmer, infatti, non ha fatto altro che dipingere di nero una scatola di cartone, infilarla dentro a un altra, chiuderle entrambe con un tappo di plexiglas e mettere tutto al sole. Migliaia d&#8217;anni di progresso tecnologico, ma un&#8217;idea così semplice non era ancora venuta a nessuno.</p>
<div id="attachment_894" class="wp-caption alignright" style="width: 153px"><img class="size-full wp-image-894" title="ft2" src="http://www.pianeta.it/files/2009/04/ft2.jpg" alt="ft2" width="143" height="198" /><p class="wp-caption-text">La ruota lenticolare</p></div>
<p style="text-align: justify">Dello stesso tenore le altre invenzioni arrivate in finalissima contro il Kyoto Box. Al secondo posto si sono classificate a pari merito due innovazioni altrettanto rivoluzionarie nella loro semplicità. La prima è un <strong>additivo naturale per il mangime</strong> del bestiame. E&#8217; infatti noto che<strong> gli animali d&#8217;allevamento sono una delle cause più gravi dell&#8217;effetto serra</strong> (si stima addirittura intorno al 20%) per i gas che producono con la digestione. Questo additivo, a base di aglio, è stato chiamato Mootral e promette di ridurre del 15% questi gas. L&#8217;altra invenzione seconda a pari merito è invece una nuova piastrella di rivestimento del soffitto, che sfruttando la semplice <strong>evaporazione dell&#8217;acqua</strong> è in grado di raffreddare come un condizionatore consumando circa la metà.<br />
La quarta idea è ancora più semplice. Avete mai notato una bicicletta con i raggi delle ruote coperti da una sottile pellicola? I ciclisti professionisti usano questo genere di ruote (dette<strong> lenticolari</strong>) nelle gare a cronometro (nelle altre è proibito) perché ne traggono vantaggi aerodinamici e fanno meno fatica. Un tale Mr. Fleck ha pensato bene di applicarle alle ruote di un camion, con il risultato di ridurre del 2% il consumo di carburante. Ultima delle prime (ma anche la più votata dalla giuria del FT) è una macchina capace di generare, a partire dalle semplici <strong>biomasse</strong>, carbonella di altissima qualità e stabilità, buona da usare come concime o da bruciare come carburante.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff0000">(1) </span><span style="color: #888888"><a title="I vincitori del Climate Challenge" href="http://www.ft.com/indepth/climatechallenge" target="_blank">I risultati del </a><a title="I vincitori del Climate Challenge" href="http://www.ft.com/indepth/climatechallenge" target="_blank">Climate Change Challenge su FT.com</a></span></strong><em><br />
</em></p>
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